| Quannu moru iu cianciti tutti: n'tabbutu m'at'affari ri ricotta, ri latu e latu cordi ri sasizza,pi capizzu ddu capùna cotti, pi cummogghiu piscirova fritti, pi cannili ddu fimmineddi schetti, pi acqua biniritta vino forti. | Quando muoio io piangete tutti: una cassa dovete farmi di ricotta,da parte a parte corde di salsiccia per capazzale due castrati cotti,per coperchio omelette fritte,per candele due ragazze nubili,per acqua benedetta vino forte. |
Pani i casa
Prodotto nel comune di Lentini (Sr), un tempo era preparato dalle donne, che
portavano l’impasto da cuocere nei forni in pietra alimentati con fuoco di
legna; parte del pane era poi lasciata al proprietario del forno in
pagamento del suo utilizzo. L’aggiunta alla semola di grano duro di una
parte di farina di timilia, un grano tardivo coltivato ormai solo in esigue
zone della Sicilia, conferiva al pane una più lunga conservabilità.
L’impasto odierno è costituito da farina di semola di grano duro, sale e
acqua (sette litri ogni dieci chili di farina). Il lievito usato comunemente
è quello di birra, anche se non pochi fornai stanno tornando al lievito
madre, il cosiddetto crescente. L’impasto riposa per una-due ore, secondo la
stagione e la quantità di lievito impiegata. I pani, del peso di mezzo
chilo, sono modellati a forma di esse e cosparsi di semi di sesamo in
superficie. La cottura, della durata di circa 45 minuti, avviene in forni di
pietra con fuoco diretto di legna (gusci di mandorle e, in misura minore,
rametti di olivo e arancio). Il prodotto che si ottiene presenta mollica
compatta con alveoli di piccola dimensione, crosta sottile e morbida.
(Scheda tratta dal libro "L'Italia del Pane" edito da Slow Food Editore)
Pipi arrustuti
Peperoni abbrustoliti alla brace, spelati, tagliati a fette sottili, conditi
con pomodori anch'essi arrostiti e spelati e olio d'oliva abbondante. Chi li
sopporta,aggiunge peperoncini (pipispezzi), fatti arrostire assieme agli
altri peperoni.
Nsalata ri pumaroru
Pomodori crudi da insalata tagliati a fette con cipolla cruda e sedano,
conditi con sale ed olio d'oliva abbondante. Molti aggiungono peperoncini
crudi tagliati a fette molto piccole.
U pizzolu
Pasta di pane, già lievitata, schiacciata in uno strato piuttosto sottile a
forma di disco. L'orlo va rialzato con un bordino e la pasta ricoperta con
salsa di pomodoro e con fette sottili di caciocavallo. Si cosparge il tutto
di origano e si decora con qualche oliva nera disossata e con pezzetti di
acciuga. Prima di infornarlo, su una teglia già unta, va condito di sale e
di olio d'oliva.
U cudduruni
Sulla pasta vanno disposte verdure (broccoli o spinaci o sèculi o ngiti) già
tagliate a pezzetti e scaldate, della cipolla fritta e un pò di salsa di
pomodoro piuttosto densa; pezzetti di acciuga o di salsiccia, olive nere,
sale pepe ed olio. Gli ingredienti debbono coprire solo metà della pasta;
con l'altra metà si chiude a portafogli, intrecciando i bordi. La cottura
nel forno deve avvenire su una teglia già unta e dopo aver bucato in più
punti con una forchetta la pasta cruda.
Larunchi
Rane, dalla carne tenera, gustosa e molto digeribile, preparate in umido con
salsa di pomodoro. Sono una vera specialità del Lentinese.
Cassateddi ri ricotta
Dolce pasquale ripieno di ricotta, uovo e cannella.
Ciciliu
Altro dolce tipico della Pasqua, consistente in un panierino di biscotto
contenente un uovo.
Frutta martorana
Frutti di marzapane, molto colorati.
Minnilata
Tipica granita di mandorle.