Sala Ipogeica

Pur essendo di epoca greca il primo impianto della fortificazione, le notizie documentarie più antiche risalgono al 1223, quando Federico II vi relegò i ribelli agrigentini. Nel 1239, l'imperatore diede 

incarico al Praefectus aedificiorum, Riccardo da Lentini, di riattare il castello costruendo mura e torri. Il terremoto del 1542 arrecò notevoli danni e tuttavia per molti anni ancora il castello mantenne una funzione importante, quella di carcere del comprensorio. Fino al 1675 conservò la tavola del XII sec.della Madonna Odigitria, che perciò venne detta del castello. Fu distrutto quasi del tutto dal terremoto del 1693

 

Resti architettonici

Triquetra arx: torre triangolare, con i vertici rivolti ai tre capi della Sicilia. Piombatoi: strutture a strombo per una difesa basata sul lancio di oggetti dall'alto sugli assalitori, nella parte nord.

Sala Ipogeica: scavata nella roccia, a pianta rettangolare, con volta a botte, con le pareti ricoperte da conci calcarei, con incisioni e date. Definita sala d'armi, era forse una cisterna.

Grotta delle palle: scavata nella roccia (30 m. per 3,40m.), era in diretto rapporto con il castello, attraverso cunicoli. E' così chiamata da una serie di palle di pietra trovate all'interno, forse proiettili di catapulta.

Oratorio di santa Lucia: a pianta rettangolare con 3 absidi, presenta una serie di affreschi, tra cui un Cristo Pantocrator, una S. Lucia, un santo vescovo (Nicola?), un S. Giorgio